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Lisimaco
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mwbgLisimaco (in greco antico Λυσίμαχος?, Lysímachos; Pella?, 361/355 a.C.Corupedio, 281 a.C.) è stato un generale e politico macedone antico. Fu uno dei mwcadiadochi di mwcqAlessandro Magno, mwcgsatrapo e poi mwcwre di Tracia, dell'mwdaAsia minore e della mwdqMacedonia.

Partecipò alla mwdwspedizione in Asia al seguito di Alessandro Magno, del quale era mweaguardia del corpocite-ref-1[1]. Alla morte del re (mwfq323 a.C.), dalla spartizione dell'mwfgimpero macedone ottenne la mwfwsatrapia di Traciacite-ref-diodoro18-3-2-2-0[2]. Nel mwha315 a.C. si alleò con mwhqSeleuco, mwhgTolomeo e mwhwCassandro contro mwiaAntigono in una guerra che durò fino al mwiq311 a.C.cite-ref-3[3] Sull'esempio degli altri mwjgdiadochi, nel mwjw306 a.C. si proclamò re, facendo di mwkaLisimachia la sua capitalecite-ref-diodoro-20-29-1-4-0[4].

Rinnovata l'alleanza con Seleuco, vinse Antigono a mwlgIpso nel mwlw301 a.C., annettendo l'Asia minore ai suoi territoricite-ref-plutarco-dem28-29-5-0[5]. Nel mwna288 a.C., dopo aver sconfitto mwnqDemetrio con l'aiuto di mwngPirro, divenne mwnwre di Macedonia, giungendo all'apice della sua potenzacite-ref-plutarco-dem46-6-0[6]cite-ref-plutarco-pirro12-7-0[7]. Nel mwqa284 a.C. fece uccidere il figlio mwqqAgatoclecite-ref-giust17-8-0[8], con l'accusa di congiura nei suoi confronti e, nella guerra contro Seleuco che ne seguì, morì nella mwrgbattaglia di Corupedio del mwrw281 a.C.cite-ref-giust17-8-1[8]cite-ref-9[9]

Contents

Origini
Note

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Biografia

Origini

Di Lisimaco (mwwain greco antico Λυσίμαχος?, Lysímachos, da λύσις "soluzione" e μάχη "battaglia", letteralmente "solutore di battaglie") non sono noti con certezza né la città né l'anno di nascita: secondo mwwqArrianocite-ref-arriano6-28-10-0[10]cite-ref-arriano7-18-11-0[11], era nativo di mwygPella, la capitale della mwywMacedonia, mentre secondo mwzaEusebiocite-ref-eusebio-12-0[12], era originario di mwaqCrannone in mwagTessaglia. A sostegno della prima ipotesi c'è un passo di mwawPlutarcocite-ref-plutarco-dem44-13-0[13] dove lo storico di mwcaCheronea sostiene che Lisimaco era "della stessa stirpe" (mwcqin greco antico ὁμοφύλος?, omofýlos) di mwcgDemetrio, e quindi macedone. Non conosciamo il nome della madre ma da Arriano e da Eusebio sappiamo quello del padre, Agatoclecite-ref-arriano6-28-10-1[10]cite-ref-eusebio-12-1[12], che era di origini tessale se si tratta della stessa persona che mwfaTeopompocite-ref-14[14] identifica come uno stretto collaboratore di mwgqFilippo II.

L'anno di nascita fu il mwgw361 a.C. secondo lo mwhaPseudo-Lucianocite-ref-luciano-11-15-0[15], il mwiq355 a.C. secondo mwigGiustinocite-ref-giust17-8-2[8] e infine il mwjw351 a.C. secondo mwkaAppianocite-ref-appiano-64-16-0[16]. Alcuni storici moderni prediligono il 361 a.C.cite-ref-17[17], altri una data compresa che il 361 a.C. e il 355. a.C.cite-ref-heckel-18-0[18], mentre la data del 351 a.C. sembra quella più improbabile, visto che tra mwnq332 a.C. e il mwng326 a.C. Lisimaco è già guardia del corpo di Alessandro, il che sarebbe stato difficile a un'età inferiore ai 30 annicite-ref-19[19].

Lisimaco aveva un fratello maggiore, mwpaAlcimaco, che secondo Arriano fu inviato da Alessandro in missione in mwpqIonia nel mwpg334 a.C.cite-ref-20[20], e due fratelli minori: Filippo, che da mwraCurzio Rufo sappiamo che morì in combattimento nel mwrq329 a.C. durante la spedizione macedone in Asiacite-ref-21[21] e mwsgAutodico, che fu guardia del corpo di mwswFilippo Arrideo secondo la tradizione tramandataci da Arrianocite-ref-22[22].

Guardia del corpo di Alessandro Magno

Somatofilachia

Le prime notizie che abbiamo di Lisimaco ci sono tramandate da Arrianocite-ref-arriano6-28-10-2[10] e riguardano la sua partecipazione alla spedizione di mwvwAlessandro Magno in Asia, come mwwamwwqsomatophylax, ovvero guardia del corpo del re. I mwwgsomatophylakes erano sette soldati scelti e fedelissimi, che avevano il compito di vigilare sull'incolumità del sovrano macedone, vivendo a stretto contatto con lui. Quando uno di essi decadeva dalla carica, per morte o per revoca, il re provvedeva immediatamente e personalmente alla sua sostituzionecite-ref-23[23]cite-ref-24[24].

Assieme ad mwzaAristonoo e mwzqPitone, Lisimaco era uno dei tre veterani del gruppo, già guardie del corpo di Alessandro probabilmente fin dalla sua ascesa al trono (mwzg336 a.C.). Alcuni storicicite-ref-heckel-18-1[18] ipotizzano che i tre avessero già questo incarico col predecessore di Alessandro, il padre mw0wFilippo II, dato che tutta la storiografia alessandrina antica, a differenza della altre guardie del corpo, ne tace le date di nominacite-ref-25[25].

Arriano ci riporta che, al momento della morte del sovrano (323 a.C.), gli altri quattro mw2qsomatophylakes, oltre a Lisimaco, Aristonoo e Pitone, erano mw2gLeonnato, mw2wPerdicca, mw3aTolomeo e mw3qPeucestacite-ref-arriano6-28-10-3[10]. Quest'ultimo era stato eccezionalmente aggiunto al gruppo come ottavo membro nel mw4g325 a.C., per aver salvato la vita ad Alessandro, ferito durante l'assedio della città dei mw4wMalli in mw5aIndia. L'anno successivo (mw5q324 a.C.), con la morte di mw5gEfestione, il gruppo era tornato a essere composto, come da tradizione, da sette membricite-ref-26[26].

Spedizione di Alessandro Magno in Asia

Della partecipazione di Lisimaco come mw7qsomatophylax alla spedizione di Alessandro in Asia (334-323 a.C.) sappiamo ben poco, se non i seguenti aneddoti:

• Nel mw8a332 a.C., in mw8qSiria, Lisimaco venne ferito da un leonecite-ref-rufo8-1-13-27-0[27] (si veda la sezione successiva).
• Secondo la tradizione riportataci da Curzio Rufocite-ref-rufo8-1-28-0[28], nel mw-w328 a.C., a mw-aSamarcanda, Lisimaco e il suo collega mw-qLeonnato strapparono la lancia di mano ad Alessandro, che stava per uccidere l'amico mw-gClito il Nero. L'atto si dimostrò inutile dato che poco dopo il sovrano macedone riuscì nel suo intento.
• Nel mwaqa326 a.C., Lisimaco venne ferito durante la presa della città di mwaqeSagala; nell'occasione, è l'unico macedone a essere citato nominalmente da mwaqiArrianocite-ref-arriano5-24-5-29-0[29].
• Lo stesso Arrianocite-ref-arriano7-5-6-30-0[30] ci riporta che nel mwaqw324 a.C., Alessandro a mwaq0Susa premiò con una corona le sue guardie del corpo, tra cui Lisimaco, per meriti militari.

Per il resto, la militanza di Lisimaco durante la spedizione in Asia fu abbastanza oscuracite-ref-31[31], anche se la continuità del suo servizio in un ruolo così delicato e la successiva nomina a mwarmsatrapo di Tracia dopo la morte di Alessandro ne dimostrano le indubbie doti di fedeltà e competenza.

La continuità del suo servizio vicino ad Alessandro è anche testimoniata da mwaruPlutarco, che ci racconta la battuta che Lisimaco, molto tempo dopo, fece rivolto al filosofo mwaryOnesicrito, che gli stava leggendo un passo, ambientato durante la spedizione in Asia, dove raccontava il favoloso incontro tra il sovrano macedone e la regina delle Amazzoni. Dopo aver ascoltato l'episodio, evidentemente leggendario, Lisimaco esclamò:

(greco antico)

«καὶ ποῦ τότ'ἤμην ἐγώ;»

(italiano)

«ma io dov'ero allora?»

(Plutarco, Vita di Alessandro, 46, traduzione di Domenico Magnino, Rizzoli 1987)

L'episodio del leone

L'episodio del leone è uno degli aneddoti più citati sul futuro mwasediadococite-ref-giust15-32-0[32]cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]: l'episodio originale ci è narrato da mwas4Curzio Rufocite-ref-rufo8-1-13-27-1[27], che racconta come Lisimaco, durante una battuta di caccia in Siria nel mwatm332 a.C., uccise un leone che stava assalendo Alessandro, ma ne rimase gravemente ferito. Questa data è il mwatqmwatuterminus ante quem della mwatysomatofilachia di Lisimaco, dato che proteggere il sovrano durante le battute di caccia era proprio una delle funzioni delle guardie del corpocite-ref-35[35].

Nelle fonti successive il racconto originale si è tuttavia arricchito di elementi estranei, come il fatto che l'esposizione di Lisimaco al leone sarebbe stata volutamente ordinata dal sovrano macedonecite-ref-giust15-32-1[32]. In ogni caso, Lisimaco, ancora in età avanzata, era solito mostrare ai suoi ospiti le cicatrici delle ferite riportate nella lotta contro la belvacite-ref-36[36]. Ci sono inoltre pervenute diverse monete, coniate da Lisimaco in ricordo dell'evento, con il disegno di un leone sul rovesciocite-ref-37[37].

Satrapo di Tracia

Spartizione dell'impero di Alessandro

Alla morte di Alessandro, avvenuta a mwavaBabilonia nel mwave323 a.C., in mancanza di un erede designato vi fu una spaccatura nell'esercito tra la cavalleria (sostenuta dai mwavisomatophylakes, tra cui Lisimaco), che voleva aspettare la nascita del futuro figlio di Alessandro e mwavmRossane, e la fanteria, che indicava invece in mwavqArrideo, il fratello di Alessandro, il successore del sovranocite-ref-38[38]. Sappiamo da Diodorocite-ref-39[39] e da Arrianocite-ref-40[40] che la questione fu poco dopo risolta nominando re il fratello di Alessandro, che da allora si chiamò Filippo Arrideo, al quale sarebbe stato però associato al trono il figlio di Rossane, nel caso fosse nato maschio.

Dato che Filippo Arrideo era un disabile mentale e il futuro mwawiAlessandro IV doveva ancora nascere, la reggenza dell'impero fu affidata al mwawmsomatophylax mwawqPerdicca, che confermò mwawuAntipatro come mwawymwawcstratego d'Europa (Macedonia e mwawgGrecia), a dispetto della decisione di Alessandro che l'aveva invece sostituito con mwawkCratero (al quale fu invece affidato il controllo delle finanze dell'impero), e divise il resto dell'impero fra i principali generali, tra cui mwawoAntigono, e i mwawssomatophylakes, tra cui Lisimaco, al quale fu assegnata la satrapia di mwawwTraciacite-ref-diodoro18-3-2-2-1[2]cite-ref-41[41], territorio situato tra i domini di Antipatro a occidente e le satrapie di mwaxuLeonnato e Antigono a oriente.

Gli ufficiali di Alessandro tra i quali Perdicca suddivise l'impero furono chiamati "mwaxcdiadochi" (mwaxgin greco antico διάδοχοι?, diádochoi, in italiano "successori")cite-ref-42[42].

Guerra contro gli Odrisi

Appena arrivato in Tracia, Lisimaco dovette affrontare la minaccia degli mwaymOdrisi, una tribù scesa dal nord e rientrata in possesso dei territori, corrispondenti all'odierna mwayqBulgaria, precedentemente conquistati da Alessandro. Gli Odrisi avevano approfittato della morte di Zopirone, il generale macedone di stanza in quella satrapia, che si era avventurato in una disastrosa spedizione contro gli mwayuSciti. Questi eventi ci vengono brevemente tramandati da Curzio Rufocite-ref-43[43] e da Giustinocite-ref-44[44].

Lisimaco, in inferiorità numerica, affrontò l'esercito di mway8Seute III, re degli Odrisi, in una battaglia, che, secondo le fonti, si risolse senza né vinti né vincitori: Diodoro si limita a sottolineare che, in seguito a essa, Lisimaco si preparò a sferrare una nuova offensivacite-ref-diodoro18-14-45-0[45] ma non torna più sull'argomento. Possiamo solo supporre che questo secondo conflitto, di cui ignoriamo la data, si risolse con la vittoria finale del satrapo di Traciacite-ref-46[46], perché leggiamo, sempre nell'opera di Diodorocite-ref-47[47], che negli anni successivi Seute si trova esule presso Antigono, mentre Lisimaco è impegnato a consolidare i confini orientali della sua satrapia.

Spartizione di Triparadiso

Nel mwaz8321 a.C., dopo la morte di Perdicca e di Leonnato, i diadochi si riunirono a mwaaaTriparadiso, in mwaaeLibano, dove riorganizzarono le province rimaste sguarnite, nominando nuovi governatori (tra i quali mwaaiSeleuco, che ottenne la satrapia di Babilonia) e diedero ad mwaamAntipatro la carica di reggente dell'impero, che prima era stata di Perdicca. Lisimaco fu confermato satrapo di Traciacite-ref-diodoro18-39-5-7-48-0[48] e, secondo Strabonecite-ref-strabone12-4-7-49-0[49], nell'ambito delle alleanze tra diadochi, Antipatro gli diede in moglie sua figlia mwaawNicea, già promessa in sposa al defunto reggente.

Del quinquennio successivo, che vide la morte di Antipatro e la sanguinosa guerra tra il figlio mwaa4Cassandro e il nuovo stratego d'Europa mwaa8Poliperconte (guerra in cui trovarono la morte anche Filippo Arrideo e mwabaOlimpiade, la madre di Alessandro), le fonti antiche non dicono quasi nulla riguardo al satrapo di Tracia, probabilmente ancora impegnato nella guerra contro gli Odrisicite-ref-land-108-50-0[50].

L'unico accenno che abbiamo da Diodorocite-ref-diodoro18-72-9-51-0[51] è il fatto che, nel mwabo318 a.C. mwabsClito il Bianco, alleato di Poliperconte, una volta sbarcato nel mwabwChersoneso tracico dopo la battaglia navale del Bosforo, venne ucciso dai soldati di Lisimaco, che quindi possiamo supporre schierato dalla parte del genero Cassandrocite-ref-land-108-50-1[50].

Prima alleanza dei diadochi contro Antigono

Nel mwacg315 a.C. Cassandro, nuovo stratego di Macedonia dopo aver spodestato mwackPoliperconte, si alleò con mwacoTolomeo, satrapo d'mwacsEgitto, mwacwSeleuco, satrapo di Babilonia e Lisimacocite-ref-diodoro19-51-1-52-0[52] contro le mire espansionistiche di mwadeAntigono Monoftalmo, satrapo di mwadiFrigia, mwadmPanfilia e mwadqLicia. Secondo Diodorocite-ref-diodoro19-105-1-2-53-0[53], la guerra si protrasse fino al mwadk311 a.C. e terminò senza vinti né vincitori. In questo conflitto si mise in evidenza il giovane figlio di Antigono, mwadoDemetrio, che sarebbe diventato, negli anni successivi, uno dei protagonisti della lotta tra i diadochi.

Negli anni successivi, Lisimaco consolidò l'amministrazione dei suoi territori fondando nel mwadw309 a.C. mwad0Lisimachia, la capitale della sua satrapia. La città si trovava nel Chersoneso tracico, nei pressi dell'attuale mwad4Gallipoli, nell'odierna mwad8Turchiacite-ref-diodoro-20-29-1-4-1[4].

Re di Tracia e dell'Asia minore

Lisimaco si proclama re

Nel mwaec306 a.C., Antigono e Demetrio, dopo la vittoria su Tolomeo a mwaegSalamina a Cipro, si proclamarono recite-ref-plutarco-dem18-54-0[54] (mwae0in greco antico βασιλεύς?, basiléus), titolo che, dalla spartizione di Babilonia fino ad allora era stato solo dei due eredi di Alessandro, Filippo Arrideo e Alessandro IV, che nel frattempo erano stati fatti uccidere rispettivamente da Olimpiade e da Cassandro. Lisimaco, Cassandro, Tolomeo e Seleuco non vollero essere da meno, e anch'essi, nei mesi successivi, si proclamarono a loro volta re, senza mai però specificare nel loro titolo i confini dei loro regnicite-ref-55[55].

Plutarcocite-ref-plutarco-dem25-56-0[56] racconta che Demetrio si considerava, assieme al padre, l'unico vero re, ed era solito, durante i banchetti, brindare a Demetrio re, a Seleuco domatore di elefanti, a Tolomeo ammiraglio e a Lisimaco tesoriere. Secondo lo storico di Cheronea, mentre gli altri due diadochi ne ridevano, Lisimaco si sarebbe risentito di questo epiteto.

Prima invasione della Ionia

Secondo quanto ci tramanda Diodorocite-ref-diodoro20-107-57-0[57], nel mwaf0302 a.C. Lisimaco, approfittando dell'assenza di Demetrio, in quel momento impegnato nel tentativo di conquista della Macedonia, invase a sorpresa la Ionia con l'aiuto delle truppe di Prepelao, inviategli dall'alleato Cassandro, assicurandosi così il controllo di mwaf4Paro, mwaf8Lampsaco e mwagaSigeo, impadronendosi del tesoro di mwageSinnada in mwagiFrigiacite-ref-diodoro20-107-57-1[57] e costringendo così Demetrio a stipulare una tregua con Cassandro e a tornare precipitosamente in Asiacite-ref-diodoro20-111-58-0[58].

Antigono, organizzato nel frattempo un esercito per fronteggiare questo attacco fulmineocite-ref-59[59] cercò la battaglia campale con Lisimaco, ma questi, probabilmente in inferiorità numericacite-ref-60[60], evitò lo scontro diretto dirigendosi verso mwahqEraclea Ponticacite-ref-diodoro20-109-61-0[61], guadagnando in questo modo tempo sufficiente fino alla stagione invernale, che costrinse al ritiro il Monoftalmo e il figlio, nel frattempo rientratocite-ref-diodoro20-111-58-1[58]. A Eraclea Pontica, Lisimaco, già vedovo di Nicea, sposò mwah0Amastri, reggente della città in quanto vedova del tiranno mwah4Dionisio di Eracleacite-ref-diodoro20-109-61-1[61].

Battaglia di Ipso e annessione dell'Asia minore

Nel mwakq301 a.C. Lisimaco, Cassandro e Seleuco si allearono di nuovo contro Antigono e Demetrio e li affrontarono in una battaglia campale presso mwakuIpso in Frigia. Conosciamo gli schieramenti grazie a Plutarcocite-ref-plutarco-dem28-29-5-1[5]: il Monoftalmo e il figlio potevano contare su 70mwako 000 fanti, 10mwaks 000 cavalieri e 75 elefanti, mentre gli alleati avevano a disposizione 64mwakw 000 fanti, 10mwak0 500 cavalieri, 75 carri da guerra e 400 elefanti. Secondo lo storico di Cheroneacite-ref-62[62] fu proprio la superiorità numerica degli elefanti che portò alla vittoria degli alleati e alla rovina di Antigono, che morì in battaglia, mentre Demetrio riuscì a fuggire. Dopo la vittoria, gli alleati si spartirono il regno conquistato. In particolare, sappiamo da Memnonecite-ref-memnone-63-0[63] e da Plutarcocite-ref-64[64] che Lisimaco poté annettere la mwaloLidia e la mwalsCaria, in mwalwAsia Minore.

Nell'ambito della riorganizzazione dei suoi nuovi territori, Lisimaco cambiò il nome della città Antigoneia, da poco fondata dal Monoftalmo, in mwal4Niceacite-ref-strabone12-4-7-49-1[49], in onore della prima moglie defunta qualche anno primacite-ref-65[65]. La città conserva tuttora questo nome, pur traslitterato e leggermente modificato in Iznìk (mwamcin greco antico εἰς Νίκαια?, eis Níkaia, in italiano "a Nicea")cite-ref-66[66].

Lo stesso anno, Lisimaco ripudiò Amastri, rimandandola a Eraclea Pontica con tutti gli onori, e sposò mwam0Arsinoe II, figlia di Tolomeocite-ref-memnone-63-1[63]cite-ref-plutarco-dem31-5-6-67-0[67], rinsaldando l'alleanza col re d'Egitto e antico collega mwanysomatophylax.

Sconfitta in Cilicia e conquista della Ionia

Negli anni successivi, Demetrio riuscì a organizzare una nuova flotta e nel mwan4299 a.C. riconquistò la mwan8Cilicia sconfiggendo mwaoaPlistarco, fratello di Cassandro. Secondo Plutarcocite-ref-plutarco-dem20-8-68-0[68], durante l'assedio della città costiera di mwaouSoli, Lisimaco, che era accorso inutilmente in aiuto dell'alleato, chiese e ottenne da Demetrio di poter visitare personalmente le sue enormi navi da guerra e soprattutto le sue famose mwaoyelepoli, ovvero le macchine "prendi-città", per le quali il figlio di Antigono aveva ottenuto il soprannome di mwaocPoliorcete (mwaogin greco antico Πολιορκητής?, Poliorchetés, in italiano "assediatore"). Secondo lo storico di Cheronea, Lisimaco, dopo questa visita guidata, se ne andò "pieno di meraviglia" (mwaokin greco antico θαυμάσας?, thaumásas).

Quattro anni dopo (mwaos295 a.C.), Lisimaco si prese la rivincita su Demetrio, strappandogli a sorpresa la mwaowIoniacite-ref-plutarco-dem35-1-5-69-0[69], approfittando ancora una volta della lontananza del Poliorcete che, dopo la conquista di mwapeAtene, si stava dirigendo alla volta di mwapiSparta.

Guerra contro i Geti e prigionia

Negli anni successivi alla conquista della Ionia, Lisimaco fu impegnato nella guerra contro i mwapyGeti, una popolazione della mwapcDacia, corrispondente all'odierna mwapgRomania. Purtroppo, la perdita quasi totale del libro XXI dell'opera di Diodoro Siculo e il silenzio quasi completo di Plutarco al riguardo rendono difficoltosa la ricostruzione di questi eventicite-ref-70[70]. Di sicuro Lisimaco, impegnato in questa guerra, non poté far nulla per fermare il ritorno di Demetrio che, approfittando della lotta tra i figli di mwap0Cassandro, nel frattempo scomparso, si era impadronito del trono di Macedonia, come ci racconta Plutarcocite-ref-71[71]. Lisimaco infatti, inizialmente intervenuto a favore del genero mwaqiAntipatro II nella lotta alla successione, fu costretto da Demetrio, dopo la battaglia di mwaqmAnfipoli, che ci viene solo brevemente accennata da Pausaniacite-ref-72[72]cite-ref-73[73], a firmare una pace secondo la quale il suo alleato rinunciava al trono, come ci tramanda Giustinocite-ref-74[74]. Antipatro II fu successivamente fatto uccidere dal Poliorcete secondo Diodorocite-ref-75[75]cite-ref-76[76] o dallo stesso Lisimaco, secondo Giustinocite-ref-77[77].

Sappiamo da Plutarcocite-ref-plutarco-dem39-6-7-78-0[78] che nel mwase292 a.C. Lisimaco cadde prigioniero di mwasiDromichete, re dei Geti, che, dopo averlo trattato con tutti gli onori, lo fece liberare in cambio di alcune concessioni territoriali, come ci confermano sia Diodorocite-ref-79[79] che Pausaniacite-ref-pausania1-9-6-80-0[80]. Nel frattempo Demetrio, approfittando della prigionia dello storico avversario, si stava dirigendo con un esercito verso la Tracia, ma la rapida liberazione di Lisimaco e una contemporanea rivolta in mwassBeozia lo distolsero dal propositocite-ref-plutarco-dem39-6-7-78-1[78].

Re di Macedonia

Conquista della Macedonia

Nel mwatk288 a.C., Lisimaco, alleatosi con Seleuco, Tolomeo e mwatoPirro, il mwatsre dell'Epiro, attaccò la Macedonia prendendo Demetrio tra due fuochi. Demetrio, temendo che il suo esercito di macedoni disertasse in massa all'avvicinarsi da est dell'antico compagno d'armi di Alessandro, preferì dirigersi a ovest verso l'accampamento di Pirro, ma i suoi timori si trasformarono ben presto in realtà, visto che la maggior parte dei suoi passò al nemico, e, come leggiamo nella mwatwVita di Demetrio di Plutarcocite-ref-plutarco-dem44-13-1[13], il Poliorcete stesso dovette fuggire precipitosamente con un travestimento.

Lisimaco riuscì quindi a sedersi sul trono di Pella, che un tempo fu di Alessandro, e condivise con Pirro il comando fino al mwaui285 a.C. quando, dopo la cattura di Demetrio da parte di Seleuco, costrinse il re dell'Epiro a ritirarsi, rimanendo l'unico re di Macedonia, come leggiamo nella mwaumVita di Pirro di Plutarcocite-ref-plutarco-pirro12-7-1[7].

Il Poliorcete, infatti, dopo aver perso anche Atene (col contributo di Lisimaco, che, tramite mwaukDemocare, finanziò con 130 mwauotalenti la ribellione della cittàcite-ref-plutarcoxor-81-0[81]) aveva tentato invano di contrattaccare il suo storico avversario dirigendosi con un nuovo esercito verso la Lidiacite-ref-plutarco-dem46-6-1[6], ma fu sconfitto da mwavmAgatocle, il figlio di Lisimaco e, incalzato da questi, sconfinò nel territorio di Seleuco, al quale si arrese (mwavq286 a.C.)cite-ref-plutarco-dem46-6-2[6].

Congiura e morte di Agatocle

Nel mwavw285 a.C. Lisimaco, conquistata la Macedonia e col suo avversario Demetrio nelle mani dell'alleato Seleuco, era all'apice della potenza, ma incombeva su di lui una tragedia familiare che lo avrebbe portato alla rovina.

La moglie Arsinoe gli rivelò infatti che il figlio Agatocle stava tramando con Seleuco per impadronirsi del trono e Lisimaco lo fece imprigionare e avvelenare (mwav4284 a.C.)cite-ref-giustino17-1-1-5-82-0[82]cite-ref-83[83]. Secondo Pausaniacite-ref-pausania1-10-3-84-0[84], Arsinoe aveva spinto il marito a uccidere Agatocle per eliminare l'erede al trono e spianare così ai suoi figli la strada per la successione.

Lisandra, la moglie di Agatocle nonché sorellastra di Arsinoe, secondo la testimonianza di Pausaniacite-ref-pausania1-9-6-80-1[80], fuggì alla corte di Seleuco, accompagnata da diversi sostenitori del principe, tra i quali mwaxaFiletero, il tesoriere di mwaxePergamo, che consegnò al re di Babilonia le ricchezze che gli erano state date in custodia da Lisimacocite-ref-pausania1-10-4-85-0[85]. Poco tempo dopo, Seleuco mosse guerra contro Lisimaco, secondo alcuni storicicite-ref-86[86] confermando l'esistenza di un patto segreto fra Agatocle e il sovrano di Babilonia.

L'esistenza di una possibile rete di amicizie e alleanze tessuta in Asia da Agatocle in funzione anti-Lisimachea mentre il padre era in Macedonia è indirettamente confermata da Pausaniacite-ref-pausania1-10-3-84-1[84], che racconta che, dopo la morte del figlio, il re rimase solo perché tutti i suoi "amici" (mwax8in greco antico φίλοι?, fíloi) lo avevano abbandonato, per rifugiarsi alla corte di Seleuco.

Battaglia di Corupedio e fine

Seleuco, col supporto di Filetero, dichiarò guerra al re di Tracia e Macedoniacite-ref-pausania1-10-4-85-1[85], e conquistò mwaycSardi, la città principale della mwaygLidia, costringendo il governatore Teodoto a consegnargli il tesoro, come ci testimonia Polienocite-ref-87[87]. Poco tempo dopo (febbraio mway0281 a.C.), sappiamo da Eusebiocite-ref-88[88] che nella piana di mwaziCorupedio, situata secondo Strabonecite-ref-89[89] nei pressi di Sardi, vi fu la mwazcbattaglia decisiva tra i due diadochi. Purtroppo, nessuna delle fonti che ci sono rimaste riporta gli schieramenti e la descrizione dello svolgimento dello scontrocite-ref-90[90], ma in ogni caso Seleuco ebbe la meglio su Lisimaco che, nonostante l'età avanzata (74 o 80 anni a seconda delle fonticite-ref-giust17-8-3[8]cite-ref-luciano-11-15-1[15]) morì con le armi in pugnocite-ref-appiano-64-16-1[16]cite-ref-91[91], ucciso da un certo Malacone di Eraclea Pontica, come ci testimonia Memnonecite-ref-92[92].

Dopo la battaglia, mwa1eAlessandro, il figlio di Lisimaco avuto secondo Pausaniacite-ref-pausania1-10-4-85-2[85] dalla mwa1yprincipessa odrisia Macris, ottenne da Seleuco il corpo del re di Macedonia e Tracia e gli rese gli onori funebri nei pressi di Lisimachiacite-ref-93[93]. mwa1sDuride di Samo, in uno dei pochi frammenti della sua opera storica che ci sono pervenuticite-ref-94[94], ci racconta che il fedele cane di Lisimaco, che si chiamava Ircano, dopo aver vegliato il cadavere del padrone e averlo protetto dagli avvoltoicite-ref-appiano-64-16-2[16], durante il rito funebre si gettò sulla pira del re trovando la morte.

I territori di Lisimaco in Asia passarono a Seleuco, che fondò l'mwa2uomonima dinastia, mentre mwa2yTolomeo Cerauno, figlio di Tolomeo I, si impadronì, seppur per poco tempo, del trono di Macedonia e di Tracia, che, dopo alterne vicende, passò al figlio di Demetrio, mwa2cAntigono Gonata e ai suoi mwa2gdiscendenti. Dei colleghi mwa2kmwa2osomatophylakes di Lisimaco, solo Tolomeo riuscì a fondare una mwa2sdinastia, che mantenne il trono d'Egitto per quasi trecento anni, fino a mwa2wCleopatra VIIcite-ref-95[95].

Matrimoni e discendenza

Lisimaco ebbe diverse mogli e parecchi figli:

• mwa3yNicea, nobile macedone figlia di mwa3cAntipatro, sposata da Lisimaco nel 321 a.C.cite-ref-strabone12-4-7-49-2[49] e morta prima del 302 a.C. Da lei Lisimaco ebbe un figlio, mwa3wAgatocle, fatto uccidere nel mwa30284 a.C.cite-ref-giustino17-1-1-5-82-1[82], e due figlie: mwa4iEuridice, che divenne la moglie di mwa4mAntipatro II, e mwa4qArsinoe I, che fu la prima moglie di mwa4uTolomeo II.
• mwa4cAmastri, principessa mwa4gpersiana, ex moglie prima di mwa4kCratero e poi di mwa4oDionisio di Eraclea, fu sposata da Lisimaco nel 302 a.C. e ripudiata nel mwa4s299 a.C.. Lisimaco ebbe da lei una figlia di cui non conosciamo il nome, ma che potrebbe essere stata la prima moglie di mwa4wTolomeo Ceraunocite-ref-96[96].
• mwa5iArsinoe II, figlia di mwa5mTolomeo I e di mwa5qBerenice, sposò Lisimaco nel 299 a.C. ed ebbe da lui i figli mwa5uTolomeo, Lisimaco e Filippo. L'attaccamento di Arsinoe al marito è testimoniato da una battuta che fece Demetrio, che la chiamò "la mwa5yPenelope di Lisimaco"cite-ref-plutarco-dem25-56-1[56] perché, come la moglie di mwa5sUlisse, rimase sempre fedele al marito fino alla fine, nonostante gli oltre 40 anni di differenza d'età. Quando apprese la notizia della disfatta di Corupedio, Arsinoe fuggì in maniera rocambolesca da mwa5wEfeso in Macedoniacite-ref-97[97], dove sposò il fratellastro mwa6eTolomeo Cerauno. Questi, dopo la morte di Lisimaco, si era impadronito del trono che fu di Alessandro dopo avere ucciso Seleuco (settembre mwa6i281 a.C.)cite-ref-98[98]. Venne però in contrasto con la moglie e la mandò in esilio a mwa6cSamotracia. Arsinoe tornò poi in Egitto dal fratello Tolomeo II, che sposò dopo che questi ebbe ripudiato la precedente moglie Arsinoe I (che tra l'altro era la sua figliastra). Dei suoi tre figli, Lisimaco e Filippo furono fatti uccidere da Tolomeo Ceraunocite-ref-99[99], mentre il primogenito Tolomeo riuscì a fuggire e, dopo aver tentato invano di riconquistare il regno di Macedonia, si ritirò prima in Egitto e poi nella città mwa6wlicia di mwa60Telmesso, della quale, per intercessione di mwa64Tolomeo II, divenne sovranocite-ref-100[100].
• Macris, una mwa7qprincipessa odrisia, probabilmente conosciuta ai tempi della guerra contro Seute (mwa7u322 a.C.): di lei non sappiamo se fosse la moglie ufficiale o, più probabilmente, un'amante o mwa7yconcubinacite-ref-101[101]. Da Macris Lisimaco ebbe il figlio mwa7sAlessandro, che, dopo la morte del padre, provvide ai riti funebricite-ref-pausania1-10-4-85-3[85].

Cronologia degli eventi

• 361 a.C. Nascita di Lisimaco a mwa8mPellacite-ref-arriano6-28-10-4[10] (o, secondo altre fonticite-ref-eusebio-12-2[12], a mwa8wCrannon in mwa80Tessaglia).
• 336 a.C. Dopo l'assassinio di mwa88Filippo II, Alessandro diventa re di Macedonia.
• 334 a.C. Alessandro inizia la spedizione in Asia, Lisimaco è una delle sue sette guardie del corpocite-ref-arriano6-28-10-5[10].
• 332 a.C. Lisimaco salva la vita ad Alessandro, assalito da un leone durante una battuta di caccia in Siriacite-ref-rufo8-1-13-27-2[27].
• 328 a.C. A mwa9sSamarcanda, Lisimaco e mwa9wLeonnato tentano invano di impedire che Alessandro uccida l'amico mwa90Clito il Nerocite-ref-rufo8-1-28-1[28].
• 326 a.C. Lisimaco viene ferito durante la presa della città di mwa-mSagalacite-ref-arriano5-24-5-29-1[29].
• 324 a.C. A mwa-kSusa, Alessandro premia con una corona le sue guardie del corpo, tra cui Lisimaco, per meriti militaricite-ref-arriano7-5-6-30-1[30].
• 323 a.C. Morte di Alessandro e suddivisione dell'impero tra i diadochi: Lisimaco ottiene la Traciacite-ref-diodoro18-3-2-2-2[2].
• 322 a.C. Guerra di Lisimaco contro mwa-qSeute III, re degli mwa-uOdrisicite-ref-diodoro18-14-45-1[45].
• 321 a.C. mwa-sAccordo di Triparadiso tra i diadochi: Lisimaco è confermato satrapo di Traciacite-ref-diodoro18-39-5-7-48-1[48] e sposa mwbaaNicea, figlia di Antipatrocite-ref-strabone12-4-7-49-3[49].
• 318 a.C. mwbayClito il Bianco, sbarcato nel Chersoneso tracico dopo la battaglia navale del Bosforo, viene ucciso dai soldati di Lisimacocite-ref-diodoro18-72-9-51-1[51].
• 315 a.C. mwbawCassandro, mwba0Tolomeo, mwba4Seleuco e Lisimaco stringono alleanza e muovono guerra contro mwba8Antigono Monoftalmocite-ref-diodoro19-51-1-52-1[52].
• 311 a.C. Trattato di pace tra gli alleati e Antigonocite-ref-diodoro19-105-1-2-53-1[53].
• 309 a.C. Fondazione di mwbboLisimachia nel Chersoneso tracico, nei pressi dell'attuale mwbbsGallipoli, nell'odierna mwbbwTurchiacite-ref-diodoro-20-29-1-4-2[4].
• 306 a.C. Lisimaco, sull'esempio degli altri diadochi, si proclama recite-ref-plutarco-dem18-54-1[54].
• 302 a.C. Lisimaco invade la mwbccIoniacite-ref-diodoro20-107-57-2[57]. Matrimonio di Lisimaco con mwbcwAmastri, ex moglie di mwbc0Cratero e di mwbc4Dionisio di Eracleacite-ref-diodoro20-109-61-2[61].
• 301 a.C. Cassandro, Lisimaco e Seleuco sconfiggono a Ipso Antigono e mwbdqDemetrio: Lisimaco ottiene l'Asia minore e cambia il nome di Antigoneia in mwbduNicea.
• 299 a.C. Lisimaco ripudia Amastri e sposa mwbdcArsinoe IIcite-ref-plutarco-dem31-5-6-67-1[67]. Demetrio strappa la mwbdwCilicia a mwbd0Plistarco, alleato di Lisimacocite-ref-plutarco-dem20-8-68-1[68].
• 295 a.C. Lisimaco conquista la mwbemIonia, precedentemente in mano a Demetriocite-ref-plutarco-dem35-1-5-69-1[69].
• 292 a.C. Lisimaco cade prigioniero di mwbekDromichete, re dei mwbeoGeti, che successivamente lo fa liberarecite-ref-plutarco-dem39-6-7-78-2[78].
• 288 a.C. Lisimaco e mwbfaPirro sconfiggono Demetrio e conquistano la mwbfeMacedoniacite-ref-plutarco-dem44-13-2[13].
• 286 a.C. mwbfcAgatocle, figlio di Lisimaco, sconfigge Demetrio in Asia minore. mwbfgDemocare di mwbfkAtene ottiene da Lisimaco 130 talenti come finanziamento nella lotta contro il Poliorcetecite-ref-plutarcoxor-81-1[81].
• 285 a.C. Lisimaco costringe Pirro a lasciare la Macedonia e ne diviene l'unico recite-ref-plutarco-pirro12-7-2[7].
• 284 a.C. Lisimaco, convinto dalla moglie Arsinoe II, fa uccidere il figlio Agatocle, sospettato di congiuracite-ref-giustino17-1-1-5-82-2[82].
• 281 a.C. mwbgkBattaglia di Corupedio contro l'esercito di Seleuco: disfatta e morte di Lisimacocite-ref-appiano-64-16-3[16].

Note

cite-note-11. Arriano, mwbhqAnabasi di Alessandro VI 28,4.
cite-note-diodoro18-3-2-22. Diodoro, mwbhwBibliotheca historica XVIII 3,2.
cite-note-33. Diodoro, mwbiaBibliotheca historica XIX 57-69.
cite-note-diodoro-20-29-1-44. Diodoro, mwbigBibliotheca historica XX 29,1.
cite-note-plutarco-dem28-29-55. Plutarco, mwbi4Vita di Demetrio, 28-29.
cite-note-plutarco-dem46-66. Plutarco, mwbjyVita di Demetrio, 46.
cite-note-plutarco-pirro12-77. Plutarco, mwbj4Vita di Pirro, 12.
cite-note-giust17-88. Giustino, mwbkgEpitome delle Storie Filippiche XVII.
cite-note-99. Strabone, mwbkwGeografia XIII.
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cite-note-arriano7-18-1111. Arriano, mwbl4Anabasi di Alessandro VII 18.
cite-note-eusebio-1212. Eusebio, mwbmyChronicon I, 234.
cite-note-plutarco-dem44-1313. Plutarco, mwbm4Vita di Demetrio, 44.
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Bibliografia

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Approfondimenti

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Voci correlate

Periodo storico


Colleghi mwbzasomatophylakes

• mwbzmTolomeo, mwbzqPerdicca, mwbzuLeonnato, mwbzyPeucesta, mwbzcEfestione, mwbzgAristonoo, mwbzkPitone

Alleati

• mwbz4Antipatro (generale), mwbz8Cassandro, mwb0aTolomeo, mwb0eSeleuco, mwb0iPirro

Avversari


Territori del regno di Lisimaco

• mwb1iTracia, mwb1mLidia, mwb1qCaria, mwb1uIonia, mwb1yMacedonia

Mogli e figli

• mwb1sNicea, mwb1wAmastri, mwb10Arsinoe II, mwb14Agatocle, mwb18Arsinoe I, mwb2aTolomeo di Telmesso, mwb2eAlessandro

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lisimaco

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itLisìmaco re di Tracia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Corradi, LISIMACO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
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• citerefbritannica-com(EN) Lysimachus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgoodreads(EN) Lisimaco, su Goodreads.
• mwb2gMonetazione di Lisimaco, da wildwinds.com